Sono passati appena due anni dalla morte di Lorenzo il Magnifico e l’Italia viene invasa dall’esercito francese di Carlo VIII; non sarà il primo episodio del genere a caratterizzare la successiva storia della penisola.

Il re di Francia, alla testa di 30.000 soldati, raggiunge Napoli e mina alle fondamenta i già deboli tentativi di concepire l’Italia come una nazione intera; i giochi di potere interni porteranno a continui cambi di dominazioni, impossibile competere contro l’organizzazione statale di francesi e poi spagnoli, nonché di resistere all’egemonia dello Stato Pontificio, un’entità in seno alla penisola che resterà sempre ostile al processo di unificazione.

Napoleone Bonaparte

La storia italiana si trascina lenta e sfilacciata sino al XVIII secolo. Il quadro generale è questo: tante signorie, piccoli staterelli guidati da famiglie locali che hanno il beneplacito delle potenze europee. Ognuno vuole la propria parte e non è disposto a cedere nulla.

Questa situazione apparentemente cristallizzata inizia a mutare con le spinte, volontarie o meno, impresse da un giovane condottiero francese, Napoleone Bonaparte. Con le sue astuzie politiche e il suo genio militare, Napoleone sta diventando un personaggio fondamentale per la Francia e per gli equilibri europei. Con l’inizio delle cosiddette campagne napoleoniche per respingere gli austriaci in Italia, la parte settentrionale del paese si ritroverà unita sotto un’unica bandiera.

Mentre la lunga serie di successi inanellati da Bonaparte lo porterà a diventare Imperatore del regno Francese il 2 dicembre 1804, l’effetto delle sue campagne militari in Italia contribuirà a riaccendere negli italiani un senso di appartenenza e identità nazionale che verrà poi ulteriormente stimolato dalla lotta contro gli austriaci, cruciale per gli eventi che ne seguiranno.

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